“Templaris Compendium” e cinque domande all’autrice

Templaris Compendium: presentazione e intervista a Melinda Miceli

Anteprima dal libro “Templaris Compendium” e cinque domande all’autriceAGGIORNATO IL  DA 

Templaris Compendium: presentazione e intervista a Melinda MiceliTEMPLARIS COMPENDIUM
Edito da Santocono Editore nel 2021 •

È curata da Melinda Miceli l’ultima pubblicazione dedicata ai templari: “Templaris Compendium”.

Melinda Miceli, siciliana, classe 1974, è una scrittrice, giornalista, critico d’arte, autore di numerose pubblicazioni in svariati campi e destinataria di innumerevoli riconoscimenti, titoli e incarichi editoriali.

Divenuta Vicario internazionale per la Cultura e l’Arte del “Sovrano Ordine Monastico Militare Templari Federiciani“, una delle molteplici realtà che oggi si rifanno al celebre Ordine del Tempio, su invito del suo Gran Maestro Corrado Armeri, la Miceli ha dunque curato il volume che intende porsi quale “summa” dello scibile in ambito templare.
Come illustrato da un suo confratello, il cavalier Tancredi Filingeri in una presentazione apparsa su numerose testate (si veda ad esempio Libertà Sicilia pagina 12), sono numerosi gli aspetti indagati dalla studiosa: dalle preghiere templari all’architettura militare e religiosa (le cattedrali in particolare), dalla “Linea sacra di san Michele” al Cammino di Santiago di Compostela, dall’alimentazione ai rapporti con le più celebri figuri dei secoli in cui l’Ordine fu attivo (l’imperatore Federico II, San Francesco), dalla Regola che ne guidò l’opera alla struttura organizzativa.

Inevitabili anche riferimenti alle tante leggende che circondano oggi l’Ordine, fra cui in particolare la Miceli sembra soffermarsi su quella secondo cui anche Dante Alighieri sarebbe stato legato all’Ordine del Tempio.

Dalla prefazione dello stesso Gran Maestro Armeri, riportiamo:

“I Cavalieri Templari sono circondati da sempre da un alone di culto e di mistero leggendario alimentato da film e romanzi.

Leggende ed enigmi sono ancora inestricabili come quello che legava il Sommo poeta Dante Alighieri ai Templari. Sebbene nessun biografo ne fa cenno, emergono evidenti dalla lettura della Divina Commedia le note terzine che si riferiscono a Filippo il Bello e Clemente V. I riferimenti ai Templari, sono numerosissimi e disseminati in tutte le tre cantiche, spesso in maniera cifrata, riconoscibili solo da chi ne possieda la chiave interpretativa.

Melinda Miceli si approccia al tema dei Templari in maniera scientifica e storiografica, basando il suo saggio sui documenti e sui dati oggettivi, ma non tralascia il loro linguaggio simbolico, la lingua ieratica con la quale espressero il loro culto Giovannita nel pensiero e nell’arte. Con una bibliografia esorbitante Melinda Miceli nel suo testo “Templaris Compendium” espone una nuova organica sistemazione di tutte le informazioni disponibili sull’ordine cavalleresco attraverso uno studio caratterizzato da un approccio multidisciplinare che analizza storia, proprietà e vicende dell’ordine militare. Un’opera composita ed armonizzata da un grande filo logico a cui ha lavorato per donare al pubblico interessanti, approfonditi e inediti contributi.
Il saggio illustrato da foto d\’arte antiche e rare mappe e fa evincere una bellezza straordinaria della grafica gotica quasi da amanuense che solo un Critico d\’arte come Melinda Miceli poteva conferire al Saggio.

Come una sapiente regista di un film a episodi l’autrice segue un filo conduttore per chiarire al lettore quale fosse realmente il vero volto dell’ordine e dei tanti segreti fraintesi dalla Cultura ufficiale, nel testo rivelati attraverso una tessitura linguistica e culturale che si fa portentosa macchina narrativa. Il suo elegante linguaggio supporta l’appassionante tematica e la eleva al vertice della massima chiarezza, ed evitando inutili digressioni e ripetizioni il suo incedere ricco di pathos conduce come un inno, il lettore verso la comprensione verace della storia e dei misteri che ancora oggi affascinano studiosi di tutti i tempi.

Un testo sull’architettura militare medievale, la costruzione delle Cattedrali, la Linea sacra di san Michele, la dieta dei Templari, il rapporto con Federico 2 e San Francesco, la loro organizzazione e i loro costumi sociali e morali dettati dal mistico Bernardo di Clairvaux nella celebre regola, lo studio dei simboli d\’arte e di fede, la Maddalena, San Francesco, i rapporti con gli altri ordini e le influenze culturali del credo templare.
Un lavoro di ricerca e di organizzazione tematica per lasciare ai posteri la possibilità di conoscere davvero il mondo dei Cavalieri del Tempio e la loro esemplare presenza storica ancora oggi spesso fraintesa col templarismo e altre società segrete.

L’indagine della nota autrice permette di perlustrare il sentiero della verità nel levigare tutto ciò che il mito Templare di una letteratura eterogenea ha aggiunto alla Cavalleria Celeste del Medio Evo e che oggi vive e opera nella continuità con il Sovrano Ordine dei Templari Federiciani, donne e uomini di una vita cavalleresca d’altri tempi.

Corrado Armeri“.

Il volume, edito da Grafiche Santocono, di 200 pagine, è proposto a 18 euro.

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea della pubblicazione di “Templaris Compendium” fu concordata con il Gran Maestro Corrado Armeri per restituire al grande pubblico la vera progressione storica e mistica che ha connotato l’Ordine ascetico e misterico dalla sua origine alla sua fine. Per tutto questo, oltre la documentazione storica non si può scrivere dei Templari solo citando le date dei concili, delle bolle, delle crociate, delle vittorie, in quanto l’ordine impone una lettura simbolica in tutto il suo divenire storico e artistico; non dimentichiamo che i Templari furono grandi costruttori di castelli e di Cattedrali per cui influenzarono con il loro simbolismo tutta l’arte medievale, gotica, per finire con quella rinascimentale e persino tutti i dipinti risentono dell’influenza della spiritualità templare che parla la lingua ieratica del simbolo persino nelle cromie.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

Portare a termine l’opera Templaris Compendium dopo diversi studi di quest’anno e studi precedenti inseriti anche nei miei libri didattici creati per la Cee, L’Onu, l’Unesco, è stato un percorso apicale di conversione di tutto lo scibile storico-culturale che avevo indagato a partire dai 27 anni a oggi. Per i miei studi e scoperte sul Medioevo l’Università di Cantherbury mi aveva già conferito nel 2006 una laurea honoris causa in letteratura e filosofia. La mia infinita curiosità e passione per la ricerca storica e i misteri mi ha condotto a scrivere ben 23 libri premiati e rinomati tra cui 3 testi didattici di arte e storia per le scuole medie e superiori di Siracusa.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

La bibliografia di uno scrittore saggista multidisciplinare e critico d’arte come me è infinitamente vasta. Oltre i miei libri di consultazione storica Amico, Agnello, Idrisi, Santi Correnti Franco Cuomo, Storia ed epopea della cavalleria, L’Uomo Medievale, a cura di Jacques Le Goff, cap. “Il guerriero e il cavaliere” di Franco Cardini, Henry Charles Lea, Il processo ai Templari e altri roghi, Robert Ambelain, Il segreto dei Templari, Louis Charpentier, I Misteri dei Templari, Ego Promitto Domino, Formula del giuramento di ammissione di un cavaliere all’Ordine del Tempio, A. Demurger: “Vita e morte dell’ordine dei Templari”, J. V. Molle, ”I Templari. La regola e gli statuti dell’Ordine”ECIG, Arena “I guerrieri dello spirito: templari, cavalieri teutonici, assassini, samurai, kamikaze” Mondadori, M. Barber: “La storia dei Templari”, F.M. De Robertis: “Federico II di Svevia nel mito e nella realtà”, e fonti bibliotecarie Vaticane etc.. Amo mantenere anche i segreti dello scrittore per cui mi fermo qui.

Dove vivi e dove hai vissuto in passato?

Vivo da 11 anni a Siracusa. Mi sono spostata da Lentini per motivi di lavoro, ma l’origine della famiglia Miceli viene da Palermo e Trapani, in seguito spostatasi in alcuni rami per infeudazione borbonica. Ho diversi parenti a Trapani e Palermo, la nostra stirpe vanta anche il precettore di Verga e Capuana al Real Collegio dei Capizzi di Bronte, lo scrittore Antonino Miceli, autore di un machiavellico trattato dal titolo “L’educazione dei giovani nobili”. Sono una scrittrice cosmopolita che ama viaggiare pertanto è difficile trovarmi a Siracusa ferma se non per sistemare pendenze burocratiche o incontri culturali ed eventi che io creo per il Sovrano Ordine monastico dei Templari federiciani quale loro Vicario internazionale per la Cultura e l’arte.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Progettare a volte può essere banale, mi affido alla sorgente divina che grazie all’ispirazione che finora mi ha dato non solo in campo letterario, ma nella scelta del mio vissuto, mi ha permesso di essere quello che oggi sono. Sicuramente in futuro continuerò a sviluppare letteratura storica e artistica per intenditori e a scrivere saggi e reportage di viaggio. Ho pubblicato anche un’antologia poetica internazionale dal titolo La Sibilla in spagnolo con EDICIONES Matrioska, la stessa pubblicherà Templaris Compendium diffondendo il saggio in tutti i paesi di lingua spagnola. Nessuna delle cose che ho fatto ho ricercato, sono stati sempre gli editori, i premi, le riviste a chiedermi di scrivere, di essere il loro direttore artistico onorifico, pertanto credo nella predestinazione. Dott.ssa Melinda Miceli storico e critico d’arte direttore artistico di Arte storica, Explorer of art, Luz Cultural, Arts direct, Premio Ippogrifo d’oro, Premio Cultura Sicilia, International art Prize Giotto. Vicario internazionale per la cultura e l’arte dei Templari federiciani Ambasciatrice onoraria internazionale di EDiciones Matrioska, SPAGNA

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