Intervista allo scrittore Antonio de Lieto Vollaro di Vincenzo di Martino

Catania – Qualche giorno addietro presso l’auditorium “Concetto Marchesi” di Palazzo Platamone, è stato presentato il volume ”Rivoluzione silente, in nome del popolo italiano, tutti dentro”. Madrina d’eccezione dell’importante evento letterario è stata la presidente del Kiwanis Club Mediterraneum, Lucia Ciavola.

Per capire meglio i fatti che vengono narrati in questa opera e cosa ha spinto l’importante club service catanese e la sua Presidente, in particolare, a spendersi in prima persona per tenere a battesimo questo nuovo prodotto editoriale ne abbiamo intervistato l’autore, Antonio de Lieto Vollaro.

Entriamo subito in argomento ponendogli una domanda che più diretta e senza fronzoli non si potrebbe: “di cosa parla il libro?”

“Avendo, oramai, attraversato oltre mezzo secolo di storia moderna e avendo vissuto quasi in prima persona vicende per molti versi drammatici, sia da un punto di vista sociale che per le tragiche vicende umane che li hanno caratterizzati – risponde de Lieto – ho sentito dentro di me emergere prepotente e irrefrenabile l’obbligo di dire la mia sul sistema criminale che si è intessuto nella società in cui viviamo e che è difficile, ma non impossibile, da eradicare”.

Nel libro vengono ricordati i tanti, troppi, morti di mafia uccisi perché dediti al proprio dovere, poliziotti, giornalisti, magistrati, imprenditori: però questo volume non è un semplice ricordo del loro operato. Nella trama il racconto va oltre.

“Non ho voluto, solo, commemorare la morte dei tanti eroi vittime della mafia nell’adempimento del proprio loro dovere; i quali, pur consapevoli del rischio che correvano, non hanno mai scelto la via comoda del sottrarsi al proprio dovere ma, anzi, lo hanno sempre affrontato a testa alta esponendosi loro per offrire almeno a noi, popolo italiano, una stabilità sociale e di sicurezza; una sfida per l’epoca e per gli eventi contingenti, forse vana. Nel mio libro ho voluto andare oltre. Ho avuto l’idea di inventarmi un terzo pool antimafia che, sopravvissuto alle stragi di Capaci e di via D’Amelio, continua il lavoro iniziato da Falcone e Borsellino”.

Lei vede la mafia come un fenomeno solamente limitato ai confini italiani?

No!”, risponde deciso de Lieto, “La mafia è un fenomeno oramai globale. È in questo contesto che il mio “terzo pool antimafia” raccoglie l’eredità lasciata dai due grandi magistrati palermitani e ne porta avanti lo spirito e il lavoro. Il tutto con metodi più raffinati che, pur tutelando la sicurezza di magistrati, testimoni e prove, prevedono metodiche investigative moderne e sofisticate per smantellare la rete di mafiosi e politici collusi sia del nostro paese che di altre nazioni; per riconsegnare l’Italia al popolo sovrano ed al potere decisionale di chi deve rappresentarlo”.

Nel suo volume si fa spesso riferimento a casi di cronaca poco chiari, talvolta insoluti, e lo si fa pure con toni che spesso sfociano nell’ironia con non pochi colpi di scena.

Ho voluto narrare fatti realmente accaduti e ricostruire indagini che hanno colpito fortemente l’opinione pubblica, come l’attentato in cui morì l’Ing. Enrico Mattei, all’epoca presidente dell’ENI, o lo misteriosa sparizione del giornalista Di Mauro, che all’epoca indagava sullo IOR (Istituto per le Opere Religiose, ndr), la banca vaticana che non essendo soggetta ai vincoli dell’antiriciclaggio rappresentava il mezzo ideale per effettuare transazioni malavitose senza alcun controllo da parte delle autorità italiane”.

Che ci dice del sarcasmo che traspare dalle pagine del libro. Si tratta di un amaro sfogo di chi crede sia tutto perduto o nei tratti ironici, nel sarcasmo e nei piacevoli momenti rosa si annida un sano ottimismo per una battaglia ancora molto lunga ma che è possibile vincere?

La speranza mia e di tanti altri, che la pensano come me, è quella che un bel giorno i nostri figli e i nostri nipoti possano, con la forza dell’amore e dell’ironia, sconfiggere quella che qualcuno ha definito “una montagna di merda”. Certo questa speranza non deve farci dimenticare le recentissime vicende che sono emerse nei mesi scorsi a proposito della sporca storia di “Roma Capitale” e dei nuovi “4 Re di Roma” che per anni si sono spartiti, illecitamente, profitti da capogiro”.

Nella sua opera non mancano la suspense e i colpi di scena nell’inventarsi soluzioni a certi misteri fin’ora irrisolti.

“Beh – ci interrompe Antonio de Lieto – non posso certo raccontarvi tutto. Il resto lo lascio ai lettori affinché si godano una buona lettura e un buon divertimento”.

Intervista eseguita da Vincenzo di Martino

Condividi: