Dannato d’amore

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Dannato sia, dal peccato
colui che commesso ha,
con volontà malvagia.
morte provocato.
Io dannato d’amore,
per troppo amore,
sempre sarò, non più amato,
Dannato e non benedetto,
suona male se per diletto
in nessun letto, mi sono concesso,
a chi amor non provavo, e il
cuor mio vagava
in spinosi rovi d’accuse.
Dannato io sia, d’amore,
se forse con anima e cuore
amare più non so, se capir
sentimento sincero per
me, della mia amata
infinitamente immensamente
provato.

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