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Coscienza da catrame

Mi chiedo come hanno vissuto questi anni, riuscendo a guardarsi pure allo specchio! E’ inaudito. Ancora oggi, io che non ho avuto la sfortuna di vivere quegli anni tremendi della guerra e persecuzioni, rabbrividisco ogni volta che vedo un documentario su questi temi. Per me rimane l’unico e il più tremendo olocausto, che l’umanità si sia potuta macchiare.

Strage di Fucecchio, ergastolo a 3 ex nazisti novantenni
Furono 184 le vittime civili. Anche la Germania condannata ad un maxi risarcimento
25 maggio, 23:41

ROMA – Ergastolo a tre ex nazisti oggi novantenni e maxi-risarcimento del danno – circa 14 milioni, solo di provvisionale – anche a carico della Repubblica federale di Germania, ritenuta ”responsabile civile”. E’ la sentenza con cui, a 67 anni dai fatti, il tribunale militare di Roma mette la parola fine all’inchiesta per la strage del Padule di Fucecchio, in Toscana, dove nell’agosto ’44 vennero trucidati 184 civili, in gran parte anziani, donne e bambini. Uno dei peggiori eccidi compiuti dai nazisti in Italia durante la seconda guerra mondiale. Gli imputati – tutti contumaci – sono l’ex capitano Ernst Pistor, di 91 anni; l’ex maresciallo Fritz Jauss, di 94, e l’ex sergente Johan Robert Riss, di 88, all’epoca appartenenti a diversi reparti della 26/a divisione corazzata dell’esercito tedesco (un quarto, l’ex tenente Gherard Deissmann, e’ morto a cento anni nelle more del processo). Secondo l’accusa – sostenuta dal procuratore militare di Roma Marco De Paolis, il magistrato che sei anni fa avvio’ le indagini quando era capo della procura della Spezia – i quattro avrebbero ”contribuito a causare la morte” di 184 persone ”che non prendevano parte ad operazioni belliche”: 94 uomini (soprattutto anziani), 63 donne e 27 bambini, tra cui anche alcuni neonati. Come ha sottolineato il Pm, richiamando quanto detto nel corso del processo dallo storico Paolo Pezzino, non fu una semplice rappresaglia, ma ”un’operazione di desertificazione totale”. Tra le 5 del mattino e le 2 del pomeriggio del 23 agosto 1944, undici giorni dopo la strage di Sant’Anna di Stazzema, soldati della 26/a divisione corazzata dell’esercito tedesco, in particolare gli ‘esploratori’ del 26/o Reparto agli ordini del capitano Josef Strauch, batterono uno per uno i casolari della zona, a cavallo tra le province di Firenze e Pistoia, sembra alla ricerca di partigiani, trovandovi pero’ solo famiglie di contadini e numerosi sfollati in fuga dai bombardamenti. I nazisti uccisero senza pieta’ tutte le persone che trovarono, in una carneficina che non risparmio’ nessuno. I quattro imputati, in concorso con altri ex militari delle forze armate tedesche non identificati o gia’ morti, sono accusati di aver compiuto l’eccidio, con le aggravanti, tra l’altro, dei motivi abietti, della premeditazione e di aver compiuto il fatto con sevizie e crudelta’. Aggravanti tutte riconosciute oggi dal Tribunale. A comandare la squadra che si sarebbe macchiata di gran parte dei crimini, in particolare, sarebbe stato il maresciallo Jauss. Tutte le uccisioni sono avvenute ”a sangue freddo, non in combattimento, guardando negli occhi donne e bambini innocenti”, ha detto il procuratore De Paolis nel corso della requisitoria, sottolineando che gli imputati hanno ”sempre mostrato totale disinteresse per le vittime: l’occasione poteva essere questo processo, ma da parte loro mai una parola. Nulla, solo un vergognoso silenzio”. ”Speriamo solo – ha aggiunto De Paolis, subito dopo la condanna – che se la sentenza verra’ confermata in Cassazione, ci sia la possibilità di far scontare la pena, almeno in Germania”. Il magistrato, che conosce bene i precedenti di altre condanne, non si fa comunque troppe illusioni. Cosi’ come non se le fanno i parenti delle vittime: ”sapevamo fin dall’inizio che non avrebbero mai fatto neanche mezz’ora di carcere. Ma questo non importa”, dice Rinaldo Vanni, sindaco di Monsummano Terme, una delle 9 amministrazioni comunali della zona che si sono costituite parti civili, stasera nell’aula del tribunale indossando la fascia tricolore. ”Oggi finalmente e’ stata fatta giustizia e anche se la sentenza arriva a 67 anni dai fatti, c’e’ comunque la soddisfazione di vedere riconosciuta l’affermazione di una precisa responsabilita’ penale in capo agli imputati e allo stesso esercito tedesco”. E proprio in questo senso va la decisione del Tribunale di condannare al risarcimento del danno, ”in solido”, sia i tre ex militari sia la Repubblica federale di Germania. Un risarcimento che verra’ liquidato ”in separata sede”, ma che gia’ prevede una provvisionale ”immediatamente esecutiva” milionaria: 13 milioni e mezzo di euro ai 32 parenti delle vittime (da un minimo di 80 mila euro a un massimo di 710 mila a parente) e circa mezzo milione alle amministrazioni comunali, alla Regione Toscana e alla Provincia di Pistoia costuitesi parti civili, insieme alla presidenza del Consiglio. ”Individuare la Repubblica Federale di Germania quale responsabile civile in questi processi – osserva il procuratore De Paolis – e’ un principio che si sta affermando e, a nostro avviso, e’ un fatto positivo”.

Poi si scoprì che molti di quei dannati criminali nazisti, fino a pochi anni fa, e pure quasi centenari, hanno vissuto tranquillamente sotto mentite spoglie in paese paradisiaci. Ma Dio c’è, non fa scontare su questa terra, anche chi è ateo la pensa diversamente e si chiede come è possibile che abbia concesso che milioni di bambini siano morti, muoiono tutt’oggi di fame, stenti, malattie e fa vivere vino a tardissima età criminali come quelli. Noi ragioniamo da umani umili terrestri, all’oscuro dei misteri della vita e della morte, peccatori recidivi, proprio perché ignoriamo e non viviamo la vita come se fosse l’ultimo giorno per noi, e ci poniamo domande che non dovremmo mai farci.

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