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Intervista su Buone Notizie dalla Sicilia

I romanzi di fantageopolitica “made in Sicily” dello scrittore Antonio de Lieto Vollaro

Il fantasy, la distopia ai livelli di OrwelHuxley e altri eminenti scrittori è il back ground che ha ispirato lo scrittore catanese Antonio de Lieto Volaro per i suoi originali libri. In essi de Lieto Vollaro intreeccia non solo elementi fantastici ma anche di politica e attualità, con versalità e allo stesso tempo leggerezza.

Si definisce “uno strano bancario” e in effetti è un personaggio atipico, sopra le righe, originale e fuori dagli stereotipi.

Classe 1958, di nobili origini, Antonio de Lieto Vollaro è nato e vive a Catania, con la moglie e tre figli. Poliedrico si caratterizza per le molteplici passioni che vanno dalla pratica sportiva (sci alpino, nuoto, judo, pallavolo, equitazione, pattinaggio sul ghiaccio e sub) all’interesse per le prime trasmissioni radiofoniche in FM locali e per la fotografia. Come fotografo è risultato tra i primi classificati in concorsi nazionali e sue immagini sono state pubblicate dalla rivista ‘Fotografare’ ricevendo, tra l’altro, la miglior critica per l’assenza di effetti speciali.

Intellettuale sensibile, particolarmente attento all’infanzia sofferente, pubblica il suo primo romanzo “A.M.I.C.A Disarmo Globale”, edito dalla Spampanato Marco Editore, Catania, dicembre 2002 e ne utilizza i proventi per fondare, nel 2003, l’Associazione Onlus T.A.T.A A.M.I.C.A di cui è Presidente. Nel novembre 2003 pubblica una nuova edizione del primo romanzo col titolo ‘A.M.I.C.A TERRORE TELEMATICO’ edito dalla stessa associazione da lui fondata, alla quale ha ceduto i diritti d’autore. Dopo aver  concluso la trilogia con il suo terzo romanzo, intitolato“Enigma Mortale”, si sta cimentando nella scrittura di un nuovo genere, totalmente diverso e realistico nella trama, con  nuovi personaggi, protagonisti d’azioni e missioni rischiose.

Elementi salienti delle vicende che racconta sono:alieni, complotti,  intrighi internazionali ed amorosi,  traffici illeciti d’organi, d’opere d’arte, di schiavi, , criminali senza scrupoli, lotta contro coloro che schiacciano il prossimo, tutto mischiato in un mix che rende godibile la lettura.

Conosciamo Antonio de Lieto Vollaro dalle sue parole.

Antonio de Lieto Vollaro cosa l’ha spinta ad avvicinarsi alla lettura?

Esordisco col dire che la lettura è la primordiale fonte del sapere. Leggere serve per sapere come “fare”, per riuscire a compiere un’azione e ciò è possibile iniziando a leggere il libretto delle istruzioni di ogni cosa, dalle scatole di montaggio, a quelle dei medicinali ecc. Detto questo ciò che mi spinge a leggere è la sete della curiosità di conoscere. Tutti ci accostiamo ad un librover vari motivi, inizialmente perchè la trama ci attrae, al di là del fatto che si tratti di un romanzo thriller, o di un manuale, o di un dizionario, poi per arricchire il nostro lessico e le nostre conoscenze. Mi sono avvicinato alla lettura perchè la considero una fonte di arricchimento e perchè mi dà gli stimoli giusti per mettere in pratica gli spunti suggeriti dalla mia creatività oltre che la mia visione della vita. 
Come mai ha scelto di scrivere romanzi protesi verso la fantascienza mista all’attualità geopolitica?
Non faccio politica per scelta perchè ritengo che chi governa, al di là della parte che rappresenta, deve lavorare esclusivamente per il bene del Paese e del suo popolo. Da qui deriva la mia passione di scrivere romanzi con trame di fantageopolitica. Mi arrogo la presunzione di voler essere il portavoce di ogni individuo in ogni parte del mondo, che sogna un mondo pulito, senza guerre, violenze, dove le risorse vengono sfruttate solo per il bene dell’umanità. Voglio dare voce a chi col bene vuol sconfigge il male, e mettere alla gogna i politici disonesti, per riuscire a vivere in un mondo più giusto. So che è fantascienza pensare ciò, ecco dunque il perchè della mia scelta, il creare una realtà “altra” dove il mio pensiero di pura fantascienza, abbia possibilità di realizzazione. Nel creare la trama dei miei romanzi pieni di alieni, navicelle, invenzioni, medicine, ecc. sono stato quasi profetico, preannunciando scoperte applicate appena sette anni dopo, come ad esempio l’utilizzo delle cellule staminali per la creazione di ogni genere di tessuto linfatico, epidermico, cardiaco e osseo. Anche in campo astronomico ho anticipato l’esistenza di pianeti simili alla Terra, abitati da esseri più o meno progrediti a 360 gradi, anche con culture sociali. Altri come me, e ovviamente più grandi di me, hanno scritto di fantascienza e politica: sono due aspetti che sembrano diversi e lontani, ma nella realtà dei nostri giorni diventano sempre più vicini. Sarebbe vera fantascienza  scoprire che i politici guardano agli interessi universali piuttosto che a quelli individualistici!
Quali sono le caratteristiche peculiari della sua scrittura?
Io scrivo d’impulso, che sia rabbia, che sia gioiadoloresgomento, paura, amore, scrivo quasi come “sotto dittatura”, come un fiume libero impetuoso, praticamente col cuore, perchè è inutile negarlo, tutte le emozioni nascono lì dentro e muoiono fuori, esaltate o bistrattate, considerate, oppure stritolate dalla malvagità.  Sento l’esigenza di  esternarle come un vortice inarrestabile, avendo una profonda sensibilità per tutto ciò che mi circonda. Questo stato mi porta a condividere questo turbinio di passioni con tutti, anche rischiando la derisione  da parte degli altri, ma fa parte del gioco, di un gioco che mi tiene in vita. Sono fermamente convinto infatti che mettersi in gioco, è un modo per dire:” io ci sono, io lo faccio, tu ci sei ma dov’eri e cosa hai fatto quando questo che creitichi  è accaduto? Sei vivo o morto?” . Un gioco in cui l’essere pienamente attivo e l’essere passivo si scontrano, cosicchè la situazione si ribalta e sono io, alla fine, che mi prendo gioco di chi è vigliacco, di chi non sa prendere una posizione. La mia scrittura serve proprio a questo, ed esprimere questi pensieri, queste intenzioni e le mie passioni. 
Antonio de Lieto Vollaro, lei non scrive solo romanzi, ma si occupa anche di poesia e teatro. Quale forma letteraria preferisce?
Il mio obiettivo è sempre quello: denunciare ciò che non va;  gridare in faccia tutto ciò che penso, liberamente, perchè nella mia follia d’artista e scrittore, campaggia a caratteri cubitali la “licenza disinibita” della vera libertà di pensiero, che molti vorrebbero ammutolire definendo “Pazzo” chi osa farlo. Io sono felicemente “Pazzo”, in quanto so che chi scrive la verità, seppur utopistica, fa male a chi vuole sottomettere l’altro. La realtà politica italiana e pure quella internazionale, ne sono l’esempio con le dittature che da secoli avvelenano il mondo. Amo la prosa, il teatro ma sento la poesia la forma letteraria che più mi si addice. 
La mia poesia è nella mia sensibilità che effondo nei miei articoli, nei miei romanzi, nei miei aforismi. Io faccio, scrivo, agisco, sempre con un pizzico di poesia, anche nel descrivere un’azione cruenta. La mia poesia potrebbe venire descritta come” la misericordiosa pezza passata sulla fronte del guerriero eroe”.
Nessuno se ne accorge, ma tutti comunque viviamo anche con le componenti proprie della poesia e del teatro, tant’è che i grandi capolavori, riportano sul palcoscenico, tristi realtà quotidiane, ci sono innate nelle nostre azioni e reazioni. Le componenti teatrali e poetiche ci sono innate. 
Cosa vuole comunicare ai suoi lettori? Qual è l’obiettivo della sua scrittura?
Io principalmente mi rivolgo ai giovani, che saranno i nuovi uomini della nostra rovinata civiltà, e ovviamente intendo ribadire l’importanza dei valori che  i nostri padri e nonni ci hanno trasmessi: non gettare mai la spugna, non piangesi addosso,  lottare sempre, rialzarsi.  Finché non c’è morte c’è speranza e la speranza principalmente siamo noi stessi. Bisogna lottare contro ogni forma d’illegalità, perchè l’uomo vero non vende mai la sua dignità per nessun prezzo se vuole restare veramente libero. Bisogna tenersi lontano da ogni compromesso che comprometta la dignità dell’individuo. Questo è quello che voglio comunicare. 
L’obiettivo principale della mia scrittura è trasmettere forza positivitàcoraggio. Sono fermamente convinto che solo mantenendo i sani principi di lealtà onestà , senso del dovere verso se stessi e verso il prossimo,si possa realizzare quel mondo “utopico-fantastico ” di cui parlo nei miei testi, convinto anche del fatto che occorra non fermarsi mai alle apparenze, perchè la profondità dell’anima, cela le migliori virtù.
Clicca sul sito ufficiale: http://www.buonenotiziedallasicilia.tv
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Intervista TG8

 

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mongolfiera

Intervista sulla 7Gold

Signor Presidente da quanto tempo lei si occupa del sociale e quale evento particolare l’ha spinta nella direzione di beneficenza.?
“Da sempre mi sono chiesto il perché, gli altri, rispetto a me dovevano soffrire e patire, ciò che  io invece avevo in abbondanza: soldi, mangiare, divertimenti e salute. Quindi mi sono sentito sempre in debito verso il prossimo, per la grazia che Dio mi ha concesso, pur non nuotando nel lusso, ma chi s’accontenta gode.Ufficialmente iniziai la mia vera avventura nel sociale nel 2003 con la fondazione dell’associazione rivolta esclusivamente a tutti i minori indigenti. Tutto iniziò per caso, nel 1 aprile del 2001,ebbi come una vocazione, una strana spinta interiore a sedermi e iniziare a scrivere. Anni prima iniziai a scrivere, ma con la macchina da scrivere, desistetti al 3 foglio, preso e stracciato. Con l’avvento del pc e del Word, potei dare sfogo a questa mia voglia di scrivere sempre più forte, e come sotto dettatura, la trama man mano  prendeva corpo, e avevo sempre più ispirazioni su cosa scrivere e il perché. Sentivo che era frutto di qualcosa più grande di me, io non avevo mai avuto il talento di scrivere e in italiano non avevo la sufficienza, eppure era come se avessi scritto e narrato da sempre. In breve periodo nacque il mio primo romanzo, narrativa per ragazzi A.M.I.C.A TERRORE TELEMATICO. Lo pubblicai con un editore locale e in 5 mesi vendetti tutte le copie in mio possesso e con il ricavato, adottai un progetto Unicef per la vaccinazione per diciassettemila bambini in Africa e con la restante parte costituii l’associazione. Con essa pubblicai la seconda edizione del primo romanzo e il seguito nel giugno 2007 intitolato “INDIETRO NE FUTURO ATTI D’AMORE E SURREALI PERCEZIONI. A breve dovrà uscire la terza edizione del primo romanzo e successivamente la seconda edizione del secondo romanzo”.  

 

Considerando in sè, “onorevole” il suo impegno, credo sia opportuno lanciare un messaggio a coloro che ci stanno seguendo, per chi volesse seguire il suo esempio e dedicarsi al volontariato, è possibile costituire delle sezioni in città differenti da dove opera la T.A.T.A A.M.I.C.A?

Grazie per il complimento. Da quando la costituii sognai da subito nella sua espansione sia su territorio nazionale che oltre confine. Non nascondo l’ambizione sull’intero globo.  Ho  indicato sia sul sito www.tataamica.org che sul gruppo ideato su facebook, come poter aderire all’associazione. Occorre prima di tutto analizzare quei servizi che si mostrano carenti sul proprio territorio, procurarsi una sede, cercare altri volontari seriamente motivati come loro, costituire una sezione o comitato locale,e  fare pervenire alla sede di Catania,  tutti i documenti di ogni singolo socio e il verbale d’assemblea per avvenuta costituzione. Successivamente c’inviano i progetti e le idee che intendono portare avanti, e con l’unione di ogni singolo comitato, creeremo degli eventi domenicali. La finalità dell’associazione è di prendersi cura dei bambini, sostenerne le cure mediche, sia farmacologiche che chirurgiche, in caso di interventi derivati da sinistri accidentali, o per trapianti o altro, e il recupero totale e fin dove si può, con terapie psicoanalitiche per quei bambini vittime di violenze di ogni genere, quindi con traumi derivati da ogni causa. Altra mia fondamentale intenzione è di rendere l’associazione  un punto di riferimento anche per le altre associazioni. Poiché tutte le associazioni, operano per il bene comune del prossimo,  devono  collaborare l’un l’altro, e non essendo ditte a scopo di lucro, il fine comune è esclusivamente il bene del prossimo, quindi ritengo che tutte dobbiamo aiutarci l’un l’altra prodigandoci a raccogliere fondi, ed intrecciarci in una fitta rete di collaborazione. Come si dice : l‘unione fa la forza”.

 

Quali sono i progetti che avete portato a termine e quali sono in cantiere? Leggendo il vostro statuto e una delle news del sito, siete in procinto di partire con un ambizioso progetto socio sanitario. Ci esponga dove ambisce arrivare e che servizi fornire.
“Questa è una delle domande che speravo mi venisse posta. L’associazione non ha mai disposto di grossi capitali. Attendiamo ancora i soldi del 5xmille di 5 anni fa. Quindi vive di piccole donazioni e del ricavato della vendita dei libri, ma le spese amministrative di base comunque ci sono. Finora siamo riusciti a portare a termine piccoli progetti, come il sostegno a 250 ragazzini in un oratorio in una zona “calda” di Catania, dove la maggior parte sono figli di drogati, prostitute ed orfani abbandonati o bambini fortemente traumatizzati da violenze subite. Bambini di 11-12 anni che a stento sanno leggere e scrivere, quindi necessitavano d’insegnanti di sostegno specializzati con tanto di laurea e curriculum, ma con tanta sensibilità e amore da trasmettere, prima di tutto per conquistarsi la loro fiducia. Grazie alla continua vendita dei libri e anche a qualche piccolo sponsor locale, siamo riusciti a iniziare l’anno ad ottobre 2009 e completarlo a giugno 2010. Costo progetto: cinquemila euro. E’ mia intenzione ripeterlo, sperando nella sensibilità di tutti per aiutare loro ad avere il giusto sostegno tramite noi. Poi piccole cose come raccolta di giocattoli, spesso comprati o uova, portati a Natale e a Pasqua negli ospedali nei reparti di oncologia, ma questi non li considero progetti, ma solo affettuosità dovuta verso quei bambini. Il progetto più grosso è invece la realizzazione di un centro d’’assistenza sanitario, inizialmente come poliambulatorio pediatrico convenzionato Usl e successivamente anche creare dei posti di ricovero d’emergenza e accoglienza per le ragazze madri e i loro bambini che vogliono sfuggire ai partner violenti, e vittime di stalking.
Quindi dal primo momento ha sentito di volgere il suo talento per beneficenza. Cosa parlano quindi le trame di questi thriller narrativa, poichè sono rivolti principalmente ai lettori di una certa fascia?So che hanno avuto un notevole successo dal primo al terzo romanzo uscito da recente. Si parla di quasi cinquemila copie vendute.
“Si come detto prima, oltre a dettarmi cosa scrivere, mi dettò pure la condizione che avrei donato ogni centesimo per beneficenza e che avrei goduto solo della gloria letteraria e solo dei complimenti. Premetto che è un genere fantasy, ma  le azioni si svolgono nella nostra quotidianità, con le stesse ansie, emozioni, dolori, paure , gioie ed è ambientato più sulla terra che in posti fantasiosi e fantascientifici. Il primo romanzo intitolato A.M.I.C.A TERRORE TELEMATICO  inizia con la storia di uno strano personaggio dalle sembianze terrestri, e origini aliene, inviato in missione sulla terra, per prendersi cura dei terrestri, di  proteggerli e consigliarli e guidarli in un poderoso sviluppo industriale, medico, tecno scientifico. Crea un’associazione chiamata A.M.I.C.A “Associazione Mondiale Infinita Cavalieri Amici” dalla quale prenderà il nome la reale associazione. Nel romanzo ha sede in Egitto e vi fanno parte i capi di tutte le nazioni, uniti da una stessa coscienza e volontà, con sani principi, di lavorare per il bene comune di tutti e  contro ogni forma di terrorismo e violenza e nel rispetto dell’ambiente. Il protagonista dovrà proteggere un diplomatico italo-americano e tutta la sua famiglia, d’attentati  e casualmente conosce la figlia di questi, incontrata per caso in chat. Il colpo di scena è che il Dna alieno e quello terreste sono quasi simili e la fusione tra i due, da luogo ad una razza davvero straordinaria, ricevendo geni positivi e di alta moralità e senso civico e sociale. Il seguito intitolato INDIETRO NEL FUTURO ATTI D’AMORE E SURREALI PERCEZIONI tratta di altri principi morali, quali i rapporti interpersonali tra genitori e figli, tra diverse generazioni e tra commilitoni. Inizio con una parodia sarcastica sui due dittatori che pensano di poter dominare il globo, ma vengono preventivamente resi innocui nelle loro follie espansionistiche.Concludo appunto con la realizzazione un centro dove il protagonista ha raccolto tutti i bambini orfani da ogni pianeta e nazione,adottandoli tutti come suoi figli,  guidati e seguiti da tanti tutor volontari in una grande famiglia, come dei fratelli maggiori. Con grande fierezza il protagonista li mostra ai suoi consuoceri e parenti portati nel suo pianeta natio, spiegando come basterebbe poco per renderli felici, donando loro tutto l’amore di cui hanno bisogno per crescere sani ed equilibrati e sicuri delle proprie potenzialità. Anche nel terzo il protagonista si trova a dover risolvere ancora una volta i problemi del terrorismo, e lo combatterà in modo diverso dai precedenti. Nel terzo parlo di rapporti interpersonali, però in modo diverso, delle angosce dei genitori per i figli lontani da casa o per studio o per lavoro, o per volontariato. Come i due precedenti volumi le tematiche trattate sono sempre attuali, ma differenti l’uno dall’altro, come la superficialità del nostro sistema giuridico nel rimettere in libertà i criminali, o accettare patteggiamenti con la mafia”.

 

Si denota una certa biografia, ad iniziare dai nomi usati, a vari riferimenti di eventi “positivi”accaduti nella sua vita. Un voglia di voler cambiare le cose, di sperare in un mondo migliore, sia nel campo medico scientifico che nei rapporto interpersonali, di etiche morali eccetera. Nei suo romanzi il lieto fine è di rigore, come nelle belle favole di un tempo.

“E’ vero, ho creato il protagonista come avrei voluto essere io, mantenendo comunque sia i miei difetti che qualità amplificandoli entrambi per renderlo comunque reale e un eroe alla mano come devono esserlo tutti i grandi che si trovano a compiere epiche imprese:semplici, umili , generosi e ovviamente altruisti oltre il normale. Avrei potuto dargli dei super poteri, invece lo sono il suo intuito ed istinto quasi animale, un istinto e intuito da salvarlo in ogni situazione e riuscire a trovare ogni soluzione. Doti che chiunque di noi ha, ma non tutti sanno di averli, o come usarli. Io sono un ottimista e cosi nel libro ho proiettato tutte le mie speranze per un mondo migliore, senza malattie, senza malvagità e soprattutto ritornare a vivere in un mondo senza veleni di ogni genere, sia d’impatto ambientale che morale.  Odio quei romanzi dove uno dei protagonisti muore o scompare o gli accade qualcosa. Va bene per i colpi di scena, tenere in suspense il lettore, ma alla fine occorre rasserenarlo, che il suo amato eroe ala fine ritorna incolume o ferito non gravemente. Quel che rende alieno me anche nella realtà, ciò che può essere fraintesa come ingenuità, sognatore, ma che  tra le persone non esiste più, è il mio modo di pensare, di essere, a volte penso di essere venuto davvero da una porta spazio temporale, giunto da una epoca cavalleresca dove i valori morali,, la parola d’onore, valevano più di una firma in un contratto giuridico. Ho dato i nomi dei miei figli e di mia moglie, tranne al protagonista, proprio perché come lui, io resto al di fuori, dando origine ad un mix di Dna, tra un alieno e una terrestre. Risultato:stessi valori, morali, modo di giudicare le persone, senza superficialità e pregiudizi razzisti, obiettività, ma un pizzico di razionalità che li rende più forti del sottoscritto”.
Nel suo terzo romanzo invece ha usato dei toni più duri, addirittura ha armato il suo protagonista e lanciato in una battaglia senza confini, ma ha pure esposto una teoria socio economica utopicamente valida in se, ma che sicuramente migliorerebbe la vita in ogni parte del globo, se si mettesse da parte l’avidità di tutti i governi e pensassero davvero al bene di ogni singolo o famiglia.
“Nel terzo invece parlo di una teoria socioeconomica che risolverebbe i problemi della disoccupazione, malsanità ingiustizie e tante carenze sofferte sia nella nostra italia che in altre nazioni, ricevendo oltretutto le giuste gratificazioni sia sociali che professionali, offrendo e ricevendo ottimi servizi, dimostrando altra professionalità e preparazione. In sintesi, ognuno dei singoli individui deve conseguire tutte le lauree di ogni facoltà e relative specializzazioni e master in modo di garantire un ottimo servizio in diverse professioni a cui è chiamato a svolgere in un turnover continuo, onde evitare una benché minima carenza o assenza in un specifico settore. Il compenso viene elargito dallo stato sotto forma di bonus che gli garantiscono comunque una vita tranquilla e serena, con ogni copertura sanitaria e ricevendo dei premi annuali per le sue prestazioni. Un’utopia nel nostro mondo pensare che una sola nazione possa riuscire in questa impresa. Ma ciò che è fantascienza oggi, si spera non lo sia domani. Contesto inoltre senza mezzi termini, la triste realtà che i detenuti sono ospiti dello stato, ma  a spese nostre invece di lavorare adeguatamente al reato commesso, mantenendo se stessi e la comunità alla quale hanno arrecato danno con i loro crimini, invece di venire mantenuti come in albergo, come accade da noi o stare ai domiciliari, per mancanza di spazio nelle carceri, non certo per la gravità dei reati commessi. Quindi si denota una certa rabbia verso l’arroganza di certi criminali, misto al dolore un genocidio di vittime sempre più numerose, sia per terrorismo, sia per tanti altri reati commessi. Quindi il protagonista nel terzo li combatte come dei veri demoni, quindi, in virtù della propria fede, è certo che ad armare la sua mano è Dio e quindi si sentirà autorizzato ad eliminarli fisicamente e ritornando ai difetti comuni e pure uno stato di incertezza, si troverà a patteggiare con altri, che apparentemente si mostrano vittime ricattate psicologicamente e con il suo aiuto possono ribellarsi ad una forma di oppressione, chiedendo addirittura di poterlo giustiziare loro, in quanto per diritto di umiliazioni subite. Essendo comunque un non violento e contro la pena di morte, accetterà la condizioni purchè il processo dovrà essere fatto nel suo pianeta”.

 

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Intervista allo scrittore Antonio de Lieto Vollaro di Vincenzo di Martino

Catania – Qualche giorno addietro presso l’auditorium “Concetto Marchesi” di Palazzo Platamone, è stato presentato il volume ”Rivoluzione silente, in nome del popolo italiano, tutti dentro”. Madrina d’eccezione dell’importante evento letterario è stata la presidente del Kiwanis Club Mediterraneum, Lucia Ciavola.

Per capire meglio i fatti che vengono narrati in questa opera e cosa ha spinto l’importante club service catanese e la sua Presidente, in particolare, a spendersi in prima persona per tenere a battesimo questo nuovo prodotto editoriale ne abbiamo intervistato l’autore, Antonio de Lieto Vollaro.

Entriamo subito in argomento ponendogli una domanda che più diretta e senza fronzoli non si potrebbe: “di cosa parla il libro?”

“Avendo, oramai, attraversato oltre mezzo secolo di storia moderna e avendo vissuto quasi in prima persona vicende per molti versi drammatici, sia da un punto di vista sociale che per le tragiche vicende umane che li hanno caratterizzati – risponde de Lieto – ho sentito dentro di me emergere prepotente e irrefrenabile l’obbligo di dire la mia sul sistema criminale che si è intessuto nella società in cui viviamo e che è difficile, ma non impossibile, da eradicare”.

Nel libro vengono ricordati i tanti, troppi, morti di mafia uccisi perché dediti al proprio dovere, poliziotti, giornalisti, magistrati, imprenditori: però questo volume non è un semplice ricordo del loro operato. Nella trama il racconto va oltre.

“Non ho voluto, solo, commemorare la morte dei tanti eroi vittime della mafia nell’adempimento del proprio loro dovere; i quali, pur consapevoli del rischio che correvano, non hanno mai scelto la via comoda del sottrarsi al proprio dovere ma, anzi, lo hanno sempre affrontato a testa alta esponendosi loro per offrire almeno a noi, popolo italiano, una stabilità sociale e di sicurezza; una sfida per l’epoca e per gli eventi contingenti, forse vana. Nel mio libro ho voluto andare oltre. Ho avuto l’idea di inventarmi un terzo pool antimafia che, sopravvissuto alle stragi di Capaci e di via D’Amelio, continua il lavoro iniziato da Falcone e Borsellino”.

Lei vede la mafia come un fenomeno solamente limitato ai confini italiani?

No!”, risponde deciso de Lieto, “La mafia è un fenomeno oramai globale. È in questo contesto che il mio “terzo pool antimafia” raccoglie l’eredità lasciata dai due grandi magistrati palermitani e ne porta avanti lo spirito e il lavoro. Il tutto con metodi più raffinati che, pur tutelando la sicurezza di magistrati, testimoni e prove, prevedono metodiche investigative moderne e sofisticate per smantellare la rete di mafiosi e politici collusi sia del nostro paese che di altre nazioni; per riconsegnare l’Italia al popolo sovrano ed al potere decisionale di chi deve rappresentarlo”.

Nel suo volume si fa spesso riferimento a casi di cronaca poco chiari, talvolta insoluti, e lo si fa pure con toni che spesso sfociano nell’ironia con non pochi colpi di scena.

Ho voluto narrare fatti realmente accaduti e ricostruire indagini che hanno colpito fortemente l’opinione pubblica, come l’attentato in cui morì l’Ing. Enrico Mattei, all’epoca presidente dell’ENI, o lo misteriosa sparizione del giornalista Di Mauro, che all’epoca indagava sullo IOR (Istituto per le Opere Religiose, ndr), la banca vaticana che non essendo soggetta ai vincoli dell’antiriciclaggio rappresentava il mezzo ideale per effettuare transazioni malavitose senza alcun controllo da parte delle autorità italiane”.

Che ci dice del sarcasmo che traspare dalle pagine del libro. Si tratta di un amaro sfogo di chi crede sia tutto perduto o nei tratti ironici, nel sarcasmo e nei piacevoli momenti rosa si annida un sano ottimismo per una battaglia ancora molto lunga ma che è possibile vincere?

La speranza mia e di tanti altri, che la pensano come me, è quella che un bel giorno i nostri figli e i nostri nipoti possano, con la forza dell’amore e dell’ironia, sconfiggere quella che qualcuno ha definito “una montagna di merda”. Certo questa speranza non deve farci dimenticare le recentissime vicende che sono emerse nei mesi scorsi a proposito della sporca storia di “Roma Capitale” e dei nuovi “4 Re di Roma” che per anni si sono spartiti, illecitamente, profitti da capogiro”.

Nella sua opera non mancano la suspense e i colpi di scena nell’inventarsi soluzioni a certi misteri fin’ora irrisolti.

“Beh – ci interrompe Antonio de Lieto – non posso certo raccontarvi tutto. Il resto lo lascio ai lettori affinché si godano una buona lettura e un buon divertimento”.

Intervista eseguita da Vincenzo di Martino

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