Come strumentalizzare il concetto “umanità”

Quello che fa più schifo è la strumentalizzazione del concetto “umanità” per giustificare una azione buonista e venire a casa nostra a volerci dare lezione di buon senso umanitario. A noi popolo Italiano conosciuto come i più ospitali al mondo. NESSUN ITALIANO VUOLE ESSERE CAUSA DI MORTI NAUFRAGHI IN. MARE, INCLUSO SALVINI.
È A MONTE CHE VA BLOCCATA LA TRATTA DI QUEI POVERETTI, SPECIE DONNE E BAMBINI, SULLA CUI PELLE SPECULANO CRIMINALI SENZA SCRUPOLI.

La pagliacciata buonista di Richard Gere in Italia? Se l’avesse fatta negli Stati Uniti sarebbe finito dritto in galera.

Di Roberto Vivaldelli – Ci mancava soltanto una star ultra-milionaria come Richard Gere a farci il predicozzo moralista sull’immigrazione e sulle magnifiche sorti dell’accoglienza senza limiti. Eppure la star di Hollywood dovrebbe sapere che il nostro Paese ha già ampiamente dato: secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni di Ginevra, nel 2017 il nostro Paese, che rappresenta il 12% della popolazione europea, ha accolto il 70% dei migranti via mare.
Uno squilibrio evidente che ha maturato la convinzione negli italiani che all’immigrazione di massa sia necessario mettere un freno. Secondo un recente sondaggio condotto dall’istituto demoscopico Ipsos e citato anche dal Times, ben il 59 per cento degli intervistati è d’accordo con la politica attuata da Salvini per la chiusura dei porti italiani alle navi delle organizzazioni non governative che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. Secondo un sondaggio della società Swg, oltre il 60 per cento degli italiani continua a essere molto contrario all’immigrazione, nonostante il crollo del numero degli arrivi di migranti in Italia registrato nell’ultimo anno e mezzo.

Nonostante il volere e il sentimento della maggioranza degli italiani, Richard Gere si è schierato contro le politiche del governo e del Ministro dell’Interno facendosi fotografrare e filmare sulla Open Arms e lanciando accorati appelli umanitari. “Non sono interessato alla politica. Per niente, l’unico interesse è aiutare le persone” ha spiegato l’attore, a Lampedusa (Agrigento) per sostenere l’equipaggio della Open Arms da giorni al largo della più grande delle Pelagie in attesa di un porto sicuro. “Questa è una questione umanitaria. Le Ong fanno quello che fanno non per ragioni politiche ma per aiutare gli altri, per prendersi cura di questa gente. Se non fossero state soccorse da Open Arms quelle persone sarebbero morte, avremmo avuto altri 121 cadaveri da recuperare in mare“.
In giro per il mondo, ha aggiunto, “ci sono tantissimi politici completamente ignoranti e stupidi che cercano di trasformare queste cose in situazioni politiche – ha concluso -.Siamo esseri umani, una sola famiglia, qui la politica non c’entra niente. E’ una questione umana. La situazione della Open Arms deve essere sbloccata presto“. Con il consueto zelo missionario tipico delle star che si dedicano all’attivismo, l’attore di Pretty Woman e Schegge di paura ci racconta con il più banale degli esercizi retorici che la vicenda della Open Arms e delle Ong è una vicenda che riguarda “l’umanità” ed esula dalla sfera politica. Ma come scriveva nel Concetto di Politico il giurista e filosofo Carl Schmitt, “a questo proposito vale, pur con una modifica necessaria, una massima di Proudhon: chi parla di umanità, vuole trarvi in inganno“.

Trasformare un problema sostanzialmente politico in una discussione sull’umanità e in una questione morale. È ciò che hanno fatto negli ultimi anni i liberal sul tema dell’immigrazione ed ò ciò su cui pontifica ora anche Richard Gere. Un’iniziativa che trasuda peraltro anche molte ipocrisia: sì, non è da oggi l’attore si impegna a favore di Ong e dei rifugiati. Ma come mai ha scelto proprio il nostro Paese e di supportare l’Open Arms? Perché l’attore non si trova al confine fra Stati Uniti e Messico? Forse perché sarebbe accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina?

Come ricorda Fausto Biloslavo su Il Giornale, Barack Obama, il predecessore di Trump alla Casa Bianca, è stato il campione indiscusso di espulsioni di immigrati irregolari: quasi due milioni e mezzo, ancora più dell’era Bush. Dal 2009 al 2015, Obama, l’idolo degli antirazzisti di tutto il mondo, ha espulso esattamente 2 milioni e 427 mila persone. Il repubblicano George W. Bush ne aveva rimandate a casa 400mila in meno. E come confermava anche Politico lo scorso anno – certamente non una testata “trumpista” – gli Stati Uniti stavano deportando immigratori irregolari più lentamente rispetto all’amministrazione Obama, secondo i dati forniti dall’U.s Immigration and Customs Enforcement. Tuttavia, l’attore non ha mosso un dito contro il Presidente democratico. Non era una questione di umanità?

Nel 2016 l’attore ha dichiariato il suo appoggio all’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, una delle promotrici – insieme all’allora Presidente francese Sarkozy e all’inglese Cameron – della destabilizzazione della Libia. “Non e’ molto brava a mettersi in mostra perchè non è una donna di spettacolo ma è preparata, è impegnata e responsabile. Inoltre ha studiato e lavorato molto in questi anni in politica. Ha fatto degli errori ma è una persona molto preparata”. Errori epocali, come l’intervento militare americano contro Gheddafi, che l’Italiasta pagando a carissimo prezzo ancora oggi e che hanno prodotto sofferenze, morti e sfollati, producendo un’instabilità politica difficile da risolvere. Questioni evidentemente marginali per Gere, che ha sostenuto comunque la candidata democratica.

Leggi la notizia su Il Giornale.

Richard-gere

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Il mondo vuole l’Italia.

Questa magica Italia, desiderata dal mondo intero e nessuno degli italiani ci crede. Ovvio connle baggianate interne dei governi precedenti, chi mai e con la recessione in atto da decenni. Come mai adesso??
Semplice, siamo noi italiani, con la nostra marcia in più e simpatia, nel saperci districare cmq che attiriamo la curiosità e interesse positivo che trascina una credibilità sulla nostra potenzialità.

Il mondo vuole l’Italia, ricerche del Belpaese su Google +56%
A Treia il rapporto Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison
Cresce la domanda e l’interesse dei cittadini stranieri nei confronti dell’Italia. In base all’analisi svolta sulle ricerche effettuate su Google, il numero di quelle legate al made in Italy e alle parole chiave ad esso riconducibili, un fondamentale indicatore della notorietà e del desiderio dei prodotti italiani nel mondo, è cresciuto del 56% tra il 2015 e il 2018. E’ una delle novità che emergono dal rapporto I.T.A.L.I.A. 2019 – Geografie del nuovo made in Italy, realizzato da Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison e presentato, oggi, a Treia.

Una indagine condotta da Ipsos, all’interno del rapporto, sulla percezione e consapevolezza delle capacità del Bel Paese mostra che l’Italia è tra i primi 10 Paesi al mondo per investimenti in ricerca e sviluppo ma solo il 13% degli italiani ne è consapevole, e addirittura quasi uno su due (45%) la ritiene una notizia poco attendibile. Siamo il primo Paese europeo per riciclo di rifiuti col 76,9% del totale di quelli prodotti: ma solo un italiano su 10 lo sa e addirittura il 51% ritiene questa notizia non credibile “Il Rapporto mette in luce un volto dell’Italia che non è conosciuto a sufficienza”, sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. “L’export nazionale è aumentato di quasi il 60% in 10 anni, passando da un saldo negativo ad un saldo positivo di circa 39 miliardi di euro. Il nostro Paese vanta qua

La bandiera italiana  a Wall Street in occasione della visita a New York del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, New York, 27 marzo 2019,. ANSA/SERENA DI RONZA

La bandiera italiana a Wall Street in occasione della visita a New York del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, New York, 27 marzo 2019,. ANSA/SERENA DI RONZA

si mille prodotti su 5mila ai primi posti nel mondo in termini di saldo commerciale”.

“Troppo spesso questo Paese – aggiunge Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – non ha piena coscienza delle proprie potenzialità. Tanto che è una delle nazioni al mondo in cui è maggiore la forbice tra percezione interna, spesso negativa, e percezione esterna positiva e favorevole. Un’Italia che fa l’Italia può essere protagonista se trova una visione comune, se non lascia indietro nessuno, se non lascia solo nessuno”.

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A kira

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A kira, mia figlia adottiva a 4 zampe

Amore mio, oggi finalmente hai finito di soffrire, hai raggiunto la pace meritata, lasciando le pene e sofferenze di un male che ha iniziato a divorarti da dicembre, giorno dopo giorno. Ci chiedevamo come mai non ti finiva il ciclo, mentre tu in silenzio hai iniziato a soffrire. Però papà è mamma tua hanno capito subito che non andava bene qualcosa. Troppo strana la tua tranquillità. Ed ecco il verdetto del veterinario: tumore all’uretra che non lasciava scampo. Hai resistito come hai potuto, la terapia ti ha abbandonato e sei peggiorata sempre più in pochissimi giorni.
Non potrò dimenticare i tuoi dolci occhi parlanti, tu il più dolce e tenera tra le cucciole avute, seppur di 10 anni, per un papà restate tutti cuccioli, sia di uomo che di cane.  Quando ad un mese appena arrivasti a casa nostra, con un musino triste, perché, separata dalla mamma troppo precocemente, la mattina adoravi stare con il mio braccio dentro la tua bocca e stavi ferma immobile a godere del calore del mio amore che già sentivi, attraverso il mio braccio. IMG_20190701_160810_326Sei stata, senza  nulla togliere agli altri avuti, tu dovevi essere l’incarnazione di una persona, nella tua vita precedente e sarai ancora più un’anima splendente e luminosa come il sole. Eri la mia tutor su tutto, riuscivi a stimolarmi a fare di tutto e tu insieme a me, ovunque. Ma io so che verrai ugualmente a leccarmi la mattina per darmi il buon giorno e buttarmi giù dal letto per uscire. Io lo percepiro’ uscirò a passeggiare la mattina presto e tu a correre davanti a me. Riposa in pace, amore mio, ti meriti tutto il paradiso dell’universo. ❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

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Amore infinito


Amore infinito.

Se in amore
non ve’certezza,
ditemi voi, cosa vedono
gli occhi miei.
In cuor vive,
ciò che noi amiamo
vedono i nostri occhi,
l’amor cui noi
vorremmo che sia.
Dolce amar,
virtù dell’amore,
che del cuore ne fa
suo privilegio, e mai
dubbio dovrà essere
ai nostri occhi,
se al cuor sincero
alle nostre labbra fa
sussurar all’infinito:
amor mio, tempo non sia
il nostro amore
di soli istanti, ma
tuo per sempre
delle nostre rughe,
dolci ostaggi.

Copyright di Antonio de Lieto VollaroIMG_20190618_002541_129

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Un esempio per tutti.

Questi sono gli esempi da seguire per molti ragazzi che hanno la possibilità economica e sopratutto la salute, invece di marinare la scuola e interrompere gli studi anzitempo e poi avere ovviamente problemi di trovare un lavoro

Maddalena, dal tumore da bambina al sogno di diventare oncologa pediatrica
A venti anni studia Medicina a Perugia. Le cure e le operazione dai 7 ai 9 anni sono solo un ricordo: «Mi hanno sempre aiutato tutti, adesso voglio aiutare io i bambini malati come lo ero io»
di Valentina Santarpia
Maddalena ha venti anni, lunghi capelli castani, occhi azzurri, e un sogno: diventare oncologa pediatrica al Bambin Gesù di Roma. Dopo aver tentato l’esame di accesso a Medicina lo scorso anno, e aver fallito, è andata avanti con la tenacia che la caratterizza: ha frequentato Biotecnologie e a settembre scorso ci ha riprovato. «Stavolta è andata bene, sono entrata, e ora sono a Perugia a studiare», ride felice. Ma sono in pochi a sapere cosa significhi per lei, questo ingresso in facoltà e soprattutto quell’obiettivo di cui parla con tanto orgoglio. Nasce tanti anni fa, quando Maddalena Vannicelli aveva solo sette anni. Era in seconda elementare quando la madre si è accorta di un ingrossamento al braccio sinistro. Pensava ad una contusione mal curata, ad una piccola infezione, ad un ematoma non assorbito. «E invece era un cancro», racconta ormai con tranquillità Maddalena. Che ricorda ogni istante di quei due anni passati dentro e fuori l’ospedale Bambin Gesù di Roma per curarsi quel maledetto rabdomiosarcoma alveolare. «La seconda elementare l’ho passata quasi tutta in ospedale, ricoverata: sono stata operata più volte, ho fatto chemio e radioterapia. Ma grazie alle insegnanti che venivano da me sono riuscita a mantenermi al passo. La scuola ospedaliera mi ha aiutato molto, studiavo italiano, matematica, inglese: ovviamente in base a come mi sentivo riuscivo a fare di più o di meno. Se stavo male non riuscivo neanche a leggere. Ma studiare era una finestra sul mondo, mi aiutava a distogliere l’attenzione da ciò che stava succedendo».

La ricaduta
Con la madre sempre accanto a lei, Maddalena a giugno, alla fine della seconda elementare, era riuscita a tornare al suo banco. I compagni l’avevano accolta entusiasti. Sembrava la fine di un incubo: il ritorno alla vita, alla normalità, ai capelli, ai giochi, ai libri, alle lezioni. E invece il sarcoma si è ripresentato poco prima del suo nono compleanno, a ottobre 2007, quando stava iniziando la quarta elementare. E la battaglia è ricominciata. Eppure alla fine Maddalena ce l’ha fatta, e ora ritorna a quei giorni senza tristezza: «Mi sono stati molto vicini, tutti: lo staff dell’ospedale, i medici straordinari, i clown, gli insegnanti. Non mi sono mai sentita abbandonata. E quando sono tornata a scuola ero a posto col programma, non ho dovuto recuperare. È per questo che voglio fare l’oncologa pediatrica, e proprio in quel reparto, se possibile. Perché voglio restituire col mio lavoro quello che mi hanno dato, far tornare il sorriso ai bambini come loro hanno fatto con me anni fa». Nessun rifiuto, nessuna repulsione, per Maddalena: per lei tornare in quel reparto non è rivivere un angolo buio della sua esistenza, non rappresenta una forzata immersione nel dolore. Ma anzi, un riscatto: «Mi piacerebbe, sulla base della mia esperienza, fare le stesse cose che hanno fatto con me. Vorrei tornare proprio laddove ho imparato a superare la malattia».IMG_20190524_062229_957

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Un uomo e una donna

Un uomo e una donna,
due sentimenti diversi,
due esseri diversi, uniti
da un grande infinito amore.
Un uomo e una donna,
disegno divino più grande
da Dio creato, vita da vita,
amore da amore, crea amore, istanti su istanti
come un tenero germoglio,
nasce un tenero rapporto d’infinito
AMORE.
Ecco un uomo e una donna,
la forza dell’insieme,
la forza del loro sincero vero
Amore.
Copyright di Antonio de Lieto Vollaro.IMG_20190518_142103_250

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Infinitamente amici.

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Non sia male oscuro,
che da te mi terrà lontano,
non sarà l’eternità che fine
porra’ ad un amore nato per caso
da cucciolo in braccio a me,
e adesso tu insieme a me,
nella sofferenza, contro tutti,
a lottare per starti vicino.
Vinta la prima, adesso tu sai
padroncino mio, il mio amore per te.
Sul tuo letto io starò, nessuno potrà
avvicinarsi se non per cure a te,
perché capire un amore infinito
è solo per chi sa amare e rispettare.
Io tuo compagno di sempre,
solo io con te nella stanza
vigilero’ su te e sull’amore sincero,
di chi ha per te, nei tuoi ultimi giorni,
la mia coda scodinzolera’ a chi
veramente ti ama e come me
ti ha sempre amato, se figli, moglie,
e congiunti affini,  hanno dimostrato.
Io con te, anche dopo,
come da cucciolo, stretto a te
teneramente mi tenevi
abbracciati saremo
anche lì dove finalmente
infinitamente  per sempre staremo.

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Amò età non ha.

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Stringimi a te, stringimi forte
da sentir il battito bambino,
l’amore in te, che età non ha,
noi, eterni bambini dentro,
seppur fuori adulti già,
viviamo d’eterne forti emozioni,
le stesse che accesero in noi
dell’amor la prima scintilla,
luccicare sempre viva
nei tuoi occhi specchiarsi, io sento
nei miei che t’amano
e nei tuoi riflettono
un amore che mai avrà fine.
Oggi e ieri, tempi l’un dell’altro
non distanti per un amor
che età non conosce,
giovane e forte,
come mare e sole,
l’uno in esso a specchiarsi,
l’altro del suo calore scaldarsi
d’amore per l’eternità.

l

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Sazi d’amore

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Tienimi stretto,
amami papà mio,
non siamo soli,
io ho te, tu hai me,
abbiamo tutto l’amor del mondo
nei nostri cuori racchiuso,
di cui vivere.
Nessun sa, se di noi pietà non ha,
donarci un tozzo di pane,,
digiuni poter stare,
purché malvagità, cattiveria,
con indifferenza, lontano star,
a me basta ogni istante
sentir sempre, della tua mano
il calore sul mio muso,
sentir costantemente
il tuo amore e il tuo rispetto.
Da quando cucciolo m’adottasti
abbiamo condiviso fame e strada,
senza mangiare si può stare
è senza amore che si muore,
papà mio, se tu morissi
da solo non ti lascio,
insieme a te, in un abbraccio
ti seguirò per dolore.

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