Aforismi

Vai alla pagina: 1 2 3 4 5

La felicità fa  sempre paura perché fa parte di quelle emozioni alle quali non si è abituati perché restano solo lontani miraggi e quando l’abbiamo a portata di mano, non ci crediamo talmente, da impaurirci da non saperla gestire completamente, da perdere l’attimo fuggente, e così, siamo sempre all’inseguimento di ciò che eravamo già in possesso.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Il destino più bello è ritrovarsi ogni giorno il mondo pieno d’amici che ti pensano, come tu pensi ad essi.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

In amore si sbaglia sempre, è questo che lo rende meravigliosamente  pericoloso e irto di spine pure. L’amore è un rovo, che a volte ci si deve ferire per raggiungere la felicità e non è detto che la si raggiunge. È il percorso a rendere tutto bello, però resterà sempre un mistero l’obiettivo.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Si ama per caso, perché l’ amore non avverte, ti fa amare ancor prima che ti accorgi di essere innamorato, tuttavia non è mai un caso, quando nasce un amore.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Semplicità e umiltà sono le due armi più sotto valutate, tuttavia le più potenti e disarmanti.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

I tuoi occhi sono i versi più belli scritti da madre natura e incorniciati con maestria orafa, da renderli più preziosi dei diamanti, che nessun poeta avrebbe potuto scrivere da dedicare ad un angelo splendido come te.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Anima Pura

Lucente anima,
essenza divina,
brilli come stella,
riscaldi come il sole,
se la sensibilità tua,
d’emozioni
accarezzata viene,
l’aura tua, si colora
come l’arcobaleno,
e il cuor, figlio tuo,
d’amore si riempie,
e con gli occhi
ami il mondo e tutti
noi.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Soave pensiero non giunca mai in ritardo, se sollievo può portare ad un cuore innamorato. ❤❤❤ E dolce è il pensiero di quel cuore che fa giungere il sentimento d’amore.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Il Natale è ogni giorno nel cuore di chi ha la sensibilità e capacità di, ascoltare, aiutare, amare chiunque ne abbia bisogno, e farlo lo rende felice più di ogni altra cosa, anche senza ricevere un grazie, perché la sua gratificazione è veder star bene chi ha aiutato, e lo ripaga con ciò che è di più prezioso al mondo e può dargli solo: l’amore e affetto.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

L’amicizia è come un volo di rondine: va dove sente il calore d’affetto sincero e un caldo riparo nei cuori, come nidi sicuri.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Ogni giorno è una pagina da conservare nel nostro diario “CUORE” . Se bella, la rileggeremo con piacere e nostalgia, perché ricca d’avvenimenti insieme a persone a noi care, se mediocre, avrà comunque qualcosa da cui imparare e farne tesoro crescendo nell’anima, se brutta, c’insegnera’ in ogni caso, dove non ricadere negli stessi errori. Il tutto si chiama vita e il nastro che lo tiene chiuso si chiama”il tempo della nostra vita,”,che non torna più, però sarà sempre piacevole, ricordarla e rivederla attraverso i ricordi custoditi in esso.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Il tuo amore è quel fulmine a ciel sereno, che mi illumino’ il cuore anima, mente, senza uccidermi, donandomi la vita più bella da vivere, e questa nuova vita sei tu, amore mio.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Tutto cominciò e mai fini’
Ciò che in amor vive, tutto è eterno e in memoria di cuor, che vivrà per sempre.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

L’immensità di un affetto lo trasforma in amore, quando ti rendi conto che non si riesce più a stare senza la persona a cui siamo legati.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Nessun pensiero sfugga al cuore , se lieto amor esso porta

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

D’amor vives, amas el llanto, te ríes del amor, y solo por amor que haces la locura y será la alegría más hermosa y sincera, y seguirá siendo el regalo más profundo y precioso que tendrá el ser amado. .

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

L’amore è una felicità di un istante. Sta a tè riuscire a bloccare il tempo e farlo restare una eternità.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

La relatività del tempo è una delle prerogative dell’amicizia, dove il tempo non ha inizio, non ha fine, non ha lunghezza, ne dimensione, ne quantità, esso è astratto tanto quanto è importante per noi colui/lei tuttavia è il nostro cuore a gestire il tutto, e ci accorgiamo del tempo, solo quando ci mancano.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Il tempo delle rose è tutto l’anno, solo quelle speciali coltivate nella serra privata del nostro cuore, sbocceranno con la cura del suo amore.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

I nostri morti sono quelli che abbiamo vissuto da piccoli e non Halloween
Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove
c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo
scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle
fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito
buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di
andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei
soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che
avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.
Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo
leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno
agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con
noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a
nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della
trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano
trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi.
Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò
dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.
I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami
di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù,
carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con
la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della
matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a
ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con
gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo
a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e
composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di
uno sparluccicante triciclo.
Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non
era un rito, ma un’affettuosa consuetudine. Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari
l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case
dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo
perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale
a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli
scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico.
E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla
libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.

— Antonio de Lieto Vollaro, Andrea Camilleri-scrittore-

In novembre, sono giunte le giornate uggiose, i nostri pensieri, come gocce di pioggia sciovolano lungo i vetri delle finestre appannate dal freddo esterno, il nostro umore resta appannato da un non so che, un senso di tristezza c’invade, pensando al tempo che si è portato via un altro anno, e con esso qualcuno a noi caro, altra foto con altri fiori, domani da portare. È la vita, lo sappiamo, tuttavia è sempre più difficoltoso accettarlo, eppure dobbiamo farci forza e coraggio, ormai passata questa settimana dedicata ai nostri defunti, già ci vediamo proiettati alle feste natalizie, i bambini gioiosi iniziano con le loro richieste e letterine a Babbo Natale e grazie al loro solare sorriso, come un panno rischiarano la nostra anima, e i nostri pensieri, restano come nostre lacrime, in fondo all’anima. Buona notte amici, passerà anche questo nostalgico triste momento, come clessidra che si rigira nuovamente.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

L’amicizia non misura del tempo, ne la qualità, ne tantomeno la quantità, ne lo controlla nelle sue sfumature, ne resta tuttavia affascinata del suo trascorrere, complice di essa e dell’ amore nel bene e nel male, ergendosi a giudice di quel che accade, di una e dell’altra parte senza infierire ne difendere, bensì fa da rappacificatore, con il suo siero della pace giostrando sugli animi e memorie. Ecco perché la relatività del tempo è la madrina dell’amicizia: tra donne sanno intendersi quando vogliono e trovare la giusta intesa per tutti.

— Antonio de Lieto Vollaro, mede

TVB perché mi vuoi bene così come sono e sai che ci basta uno sguardo per dircelo continuamente.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

L’amicizia è lo stesso sentimento dell’amore, l’unica differenza è non accorgersi di essere fatti l’uno per l’altro e si continua ad amarsi considerandosi semplicemente amici.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

il sole sorge per tutti ogni giorno, però è in pochi che accade che la luce della loro anima illumina il prossimo e il calore del suo cuore l’ho riscalda più del sole stesso, con il suo affetto.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

L’amicizia offre molte cose gratuitamente, e permette di ricevere sempre gratuitamente moltissimo affetto e stima che fa bene al cuore, anima e fisico.grazie a te cara.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Fb ha dì buono due cose: abolire tutte le distanze: fisiche, sociali, professionali, religiose, e con esse la formalità. Mantenendo saldo il rispetto dato dal libero arbitrio di un comportamento civile ed educato della persona. Detto questo, non è certo il “lei” che fa la differenza delle persone, bensì la diversa luce di ognuno di noi 😘

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

Mai arrendersi, mai fermarsi, affinché un errore commesso non diventi un ostacolo al tuo futuro.

— Antonio de Lieto Vollaro, Medesimo

È miliardario colui che possiede l’amore e amicizia che sono l’energia infinitamente potente e gratuita a cui tutti possiamo attingere anche per donare.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo

L’amicizia e l’amore non sono misurabili.da nessuno. Solo il cuore sincero sa fin dove esporsi e riuscire a vedere il loro invisibile confine.

— Antonio de Lieto Vollaro, medesimo
Vai alla pagina: 1 2 3 4 5